Sfondo del paragrafo

Alcuni Segni

per Capire meglio la Volontà di Dio:

Come Dio donò a S. CHIARA un significativo segno premonitore:

«Era prossima la solennità delle Palme, quando la fanciulla (Chiara) con cuore ardente si reca dall'uomo di Dio, per chiedergli che cosa debba fare e come, ora che intende cambiare vita. Il padre Francesco le ordina che il giorno della festa, adorna ed elegante, vada a prendere la palma in mezzo alla folla, e la notte seguente, uscendo dall'accampamento, converta la gioia mondana nel pianto della passione del Signore. Venuta dunque la domenica, la fanciulla entra in chiesa con le altre, radiosa di splendore festivo tra il gruppo delle nobildonne. E li avvenne - come per un significativo segno premonitore - che, affrettandosi tutte le altre a prendere la palma, Chiara, quasi per un senso di riserbo, rimane ferma al suo posto: ed ecco che il vescovo discende i gradini, va fìno a lei e le pone la palma tra le mani. La notte seguente, pronta ormai ad obbedire al comando del Santo, attua la desiderata fuga, in degna compagnia. E poiché non ritenne opportuno uscire dalla porta consueta, riuscì a schiudere da sola, con le sue proprie mani, con una forza che a lei stessa parve prodigiosa, una porta secondaria ostruita da mucchi di travi e di pesanti pietre. Abbandonati, dunque, casa, città e parenti, si affrettò verso Santa Maria della Porziuncola, dove i frati, che vegliavano in preghiera presso il piccolo altare di Dio, ac-colse la vergine Chiara con torce accese» (FONTI FRANCESCANE, n. 3168-3170).

Uno dei - veri segni - della Volontà di Dio:

 

«"Questo è uno dei veri segni di esser figliuolo di Dio, quando si lascia la propria VOLONTÀ per far la SUA: e questo non mica nelle prosperità - che ciò sarebbe assai poco - ma nelle avversità, dove assai più vale un "Gran mercé a Dio", un "Benedetto sia Dio", che tre mila ringraziamenti, ed altrettante benedizioni, quando ci ritroviamo in buona prosperità”» (GIOVANNI D'AVILA, Lettere spirituali, Roma, 1669, parte 1, lett. 41).

Importante discernere i veri segni del disegno di Dio negli avvenimenti della vita:

«Il popolo di Dio, mosso dalla fede con cui crede di essere condotto dallo Spirito del Signore che riempie l'universo, cerca di discernere negli avvenimenti, nelle richieste e nelle aspirazioni, cui prende parte insieme con gli altri uomini del nostro tempo, quali siano i veri segni della presenza o del disegno di Dio. La fede infatti tutto rischiara di una luce nuova, e svela le intenzioni di Dio sulla vocazione integrale dell'uomo, orientando così lo spirito verso soluzioni pienamente umane». (Cfr. CONCILIO VATICANO II, Costituz. Pastorale Gaudium et Spes, n.11).

I Genitori e Presbiteri educhino ai segni della Chiamata:


«Quanto poi ai genitori e ai maestri, e in genere a tutti coloro cui spetta in un modo o nell'altro l'educazione dei bambini e dei giovani, essi devono istruirli in modo tale che, conoscendo la sollecitudine del Signore per il suo gregge e avendo presenti i bisogni della Chiesa, siano pronti a rispondere con generosità alla chiamata del Signore dicendogli con il profeta: “Eccomi qui, manda me” (Is 6,8). Ma si badi che questa voce del SIGNORE CHE CHIAMA non va affatto attesa come se dovesse giungere all'orecchio del futuro presbitero in qualche modo straordinario. Essa va piuttosto riconosciuta ed esaminata attraverso quei segni di cui si serve ogni giorno il Signore PER FAR CAPIRE LA SUA VOLONTÀ ai cristiani che sanno ascoltare; e ai presbiteri spetta di studiare attentamente questi segni!». (CONC. VAT. II, Decr. Presbiterorum Ordinis n. 11).

Fare attenzione ai segni di Dio deve essere l'impegno di ogni cristiano:

«Attenzione ai segni di Dio … Dio continua a rivelarci il suo progetto mediante "eventi e parole". Ascoltare la sua parola e discernere i suoi segni deve essere pertanto l’impegno di ogni cristiano e di ciascuna comunità. Il più immediato dei segni di Dio è certamente l’attenzione al prossimo, secondo quanto Gesù ha detto: "Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me" ( Mt 25,40 ).. segno del Dio vivo.. Deve esserlo in primo luogo il sacerdote.. altresì, ogni persona consacrata e ogni battezzato». (PAPA BENEDETTO XVI, Osservatore Romano, [7-8 settembre 2009]).

Riconoscere i segni di Dio nelle esperienze quotidiane:

«L’uomo religioso cerca di riconoscere i segni di Dio nelle esperienze quotidiane della sua vita». (PAPA FRANCESCO, Lumen fidei, n° 35, LEV, Città del Vaticano 2013, 51).